Francesca SANTONI (Roma) La riscoperta del diritto romano in Italia alla fine del secolo XI si fonda non solo sugli studi di Irnerio, che ne rimane comunque la punta di diamante, ma anche sulla vivacità di un ambiente culturale composito, formato da practici che, pur singolarmente intitolandosi giudici, notai, causidici, giurisperiti, giocano con disinvoltura ruoli diversi. Il manoscritto del Digestum Vetus Vat. lat. 1406, che ha in questo contesto storico una eccezionale importanza dal punto di vista della formazione del testo, è assai noto agli storici del diritto, ma per certi versi presenta ancora dei lati oscuri, in specie per quanto riguarda la sua datazione e la sua origine; in particolare merita di essere studiata l'interazione tra i copisti del testo, forse copisti non professionisti, e la contemporanea opera di correzione (in alcuni casi filologicamente assai raffinata) e glossatura del testo medesimo, nell'ottica di un possibile rapporto di collaborazione tra pratici del diritto all'interno di uno stesso ambiente culturale.